10 luglio 2018

Storia d'Italia e di Orvinio - Dai Romani ai Romeni

32 a.c. - Quinto Orazio Flacco, il famoso poeta latino si vede regalare da parte di Mecenate, suo amico, patrocinante di artisti e letterati, una villa sontuosa nella Bassa Sabina (cd Villa di Orazio di Licenza). Orazio, nel periodo che visse in questa villa descrisse  nelle sue opere la bellezza  della natura circostante. A Vacone altro comune laziale si trova una villa attribuita ad Orazio.

3 - Ovidio inizia la composizione delle Metamorfosi

15 - Nasce Fedro

26 - Tiberio si ritira a Capri e Livio inizia a scrivere “Ad Urbe Condida”.

64 - Incendio di Roma. Nerone accusa i cristiani.

79 - La città di Pompei , importante centro vinicolo, viene distrutta a seguito dell’eruzione del Vesuvio. Muore Plinio il Vecchio.

180 - Muore Marco Aurelio presso Vindobona (Vienna)

366 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Paolo.

395 - L’impero Romano è diviso in due: Teodosio morendo ha lasciato l’Occidente al figlio Onorio e l’Oriente all’altro figlio Arcadio. Anche se Roma rimane il centro spirituale, le vere capitali sono Milano e Costantinopoli.

402 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Fiorentino.

455 -Pochi anni, dopo Roma subisce la seconda umiliazione. Partito dall’Asia centrale, Attila si mette in marcia coi suoi Unni. Le popolazioni del Veneto, per sfuggire all’invasore, sono fuggite in massa dalla terra ferma e si sono rifugiate nella laguna, dove innalzano le loro case di legno su palafitte (Venezia).

465 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli fino al 504 è Candido.

545 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è san Generoso (ucciso dai Goti).

593 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Anastasio I, fino al 601.

649 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Decorato.

678 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Maurizio fino al 680.

721 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Anastasio II .
741 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni I.

769 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Teodosio fino al 773.

800 -La notte di Natale Carlo Magno viene incoronato imperatore dei Romani da Papa Leone III in S.Pietro:così sorge il Sacro Romano Impero.
C’è sempre un discendente che sistema le eredità: a quelle di Carlo Magno provvidero figli e nipoti. Morto il grande sovrano, il suo impero finisce per smembrarsi in  tanti stati e staterelli. Nascono così i feudi che il re da’ in godimento ai suoi fedeli.
La scala del potere: il re, i vassalli, il valvassore, il valvassino, il milite e infine l’artigiano e il servo della gleba.
E il servo della gleba se gira su una strada con il suo carro paga il bollo di circolazione, se cammina sulla riva paga il “rivatico”, se attraversa un ponte paga il “pontatico” se pasce le mucche paga l”erbatico” e inoltre andava a fare la guerra per ordine del suo signore.
La vita del feudo si svolge attorno al Castello, sotto le sue mura c’è il Borgo.
Attorno al Castello e al Borgo si lavorano i campi e si allevano animali.
Nascono allora i titoli di commendatore e di cavaliere. Certi titoli si davano solo a quei prodi guerrieri che si erano distinti al servizio della Chiesa, in difesa degli umili, degli oppressi e delle donne.

817 Intanto Inizia la costruzione di S. Maria del Piano sotto il titolo dell’Assunta di qua dal rivo (fosso di S. Maria) che divide dagli altri il territorio di Canemorto lungi un miglio dall’abitato verso oriente (Notizie del Giorno del 20 ottobre 1842)

826 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Sebastiano.

850 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Calvo.

853 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Orso.

861 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è  Leone.

877 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Pietro.

917 – Orvinio si chiama Malasorte.

945 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Umberto.

953 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni II fino al 963.

964 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Benedetto I.

971 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Amazzone fino al 992.

993 -Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Gualtiero fino al 1000.

1000 – “Mille e non più Mille” 
La leggenda narra l’angoscia della gente sconvolta dall’incubo in attesa di un’alba che deve segnare la fine dell’universo. In tutta la penisola le città vengono distrutte, le abitazioni smantellate, la campagna ridotta a un deserto e i castelli smantellati. 
E’ l’alba del primo giorno dell’anno mille e visto che le ore continuano e la vita pure, molte cose cambiano.
E’ l’anno in cui risale il Castello Sinibaldi in loc. Castello, di circa 500 anime 35
Si accentua il distacco fra città e campagna. La prima viene lentamente rifiorendo nella collaborazione fra il vescovo e i burgenses artigiani e mercanti. La seconda si ripopola per la maggiore sicurezza pubblica seguita alla cessazione delle grandi scorrerie saracene e vede piano piano attenuarsi  l’asprezza dei rapporti fra signori e servi nelle proprietà fondiarie.
Da questo momento comincia la vera storia degli Italiani. Nelle città e nei borghi incomincerà ad avvertirsi un risveglio economico che diventerà ben presto una vera rivoluzione contro l’ordinamento feudale: ma soprattutto rifioriranno quegli interessi culturali e artistici che le invasioni barbariche avevano spento nel terrore e nella miseria.
E’ un’alba che lascia intravedere una luce nuova che illuminerà la figura di un grande del pensiero e della poesia: Dante.
Per difendersi e per commerciare, le città marinare armano soldati e navi, proteggono con mura le città, le case e i porti, costituiscono un loro governo e diventano repubbliche indipendenti.
Liberano il mediterraneo dai pirati saraceni e stabiliscono rapporti con il mondo arabo.
Pisa e Genova scacciano i saraceni dall’ Elba, dalla  Corsica e dalla Sardegna. Venezia acquisisce il monopolio di tutti i traffici con il Levante.
I pellegrini cristiani si mettono in viaggio per raggiungere  il Santo Sepolcro, come i maomettani vanno alla Mecca. Cercano almeno una volta nella vita di vedere la Città Santa.
Dopo il Mille come abbiamo già detto molte cose cambiano: in campagna i servi della gleba chiedono di essere liberi e vogliono più terre da coltivare; la città cresce e gli artigiani diventano imprenditori o industriali.
Si lavorano dodici ora la giorno ma ci sono cento feste da celebrare.
La maggior parte del potere è detenuto dalla nobiltà.
Ogni classe tende a organizzarsi in corporazioni. Il Comune è una nuova forma di governo, libera e repubblicana: è un vero Stato sovrano: ha un parlamento, fa leggi, un consiglio maggiore che viene convocato col suono della campana e tratta le questioni più importanti.
All’inizio le cariche più importanti sono affidate a due consoli, eletti tra i cittadini più rappresentativi; poi vengono sostituiti con un podesta’, che offre maggiori garanzie di imparzialità: viene da fuori e ha un mandato abbastanza breve.
Ogni città ha tre piazze: quella della cattedrale, quella dove sorge il Municipio e quella del mercato.
     Le strade hanno nomi che rivelano le principali attività degli abitanti: via degli orefici, piazza argentaria(largo Argentina). Nascono le banche e le assicurazioni, si inventano le cambiali e la partita doppia.
Vescovo della Diocesi tiburtina è Bosone fino al 1029.

1011 – la pertinenza di Petra Demone è attestata tra i confini di una terra in località Piccarella e l’incastellamento de sito. Prima del castello esisteva in quel luogo un monastero di S. Maria nel quale prese l’abito  monacale S. Domenico di Sora

1022 - Il territorio di Orvinio viene chiamato Malasorte o Malamorte (1022- 1062)

1030 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Benedetto II fino al 1959.

1059 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni III fino al 1071.

1062 -Orvinio viene chiamato Canemorto

1071 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Adamo fino al 1077.

1078 -  Gerusalemme cade sotto il dominio dei Turchi  che vietano l’accesso ai fedeli giunti dall’Europa

1096 - Il Pontefice, Urbano II, riunisce il concilio a Clermont, in Francia, e lì bandisce la crociata.
Contadini, servi, artigiani si mobilitano e diventano crociati. Grandi masse di umili accorrono sotto i vessilli con la croce. 
E’ un esercito di 100.000 uomini guidati da Goffredo di Buglione. Di lui parla Dante nel “Paradiso” e lo mette tra coloro che lottarono per una causa generosa. Torquato Tasso nella “Gerusalemme Liberata” dice di lui:”canto l’armi pietose e il capitano che il gran sepolcro liberò di Cristo..”.
Alla prima crociata ne seguono altre sei.
Venezia si rafforza nel Levante e l’espansione turca verso l’Europa si frena. Si mettono a confronto due culture: l’islamica e la cristiana e la cristiana ne esce arricchita.
Per la difesa del Santo Sepolcro vengono fondati alcuni ordini cavallereschi, ai quali si appoggiano i Sovrani Cristiani d’Oriente.

1109 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Pietro II.

1110 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Manfredo.

1125 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Guido Cardinale.

1155 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Ottone.

1179 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Milone.

1182 -il 26 settembre  nasce Francesco di Pietro di Bernardone, il poverello di Assisi.
      E’ l’epoca anche dei viaggiatori che, per i loro commerci, affrontano itinerari sconosciuti e scoprono paesi nuovi. Forse il più grande di tutti è un giovane veneziano di 17 anni, Marco Polo, figlio di Niccolò, mercante in pietre preziose.
     Poi è la volta  dei Normanni  (abitanti del Nord) che dalla Scandinavia sbarcano sulle spiagge francesi della Manica , si impadroniscono di quella terra che si chiamerà Normandia e arrivano nell’Italia Meridionale. Guidati da Roberto il Guiscardo sconfiggono papa Leone IX che si era alleato con i Bizantini. Il regno dei Normanni passa, poi, con gran parte dell’Italia a Federico di Svevia, nipote di Federico Barbarossa
     Agli inizi del Trecento il Comune va in crisi. I ricchi  non intendono cedere i loro privilegi e il popolo che ha ben pochi diritti cerca di farsi avanti per ottenere giustizia.
     Sorgono le fazioni che se le danno senza riguardi e non serve cercare uno di fuori per la carica di podestà perché il capitano non lo lascia fare e lo controlla.
     La borghesia non è in gradi di controllare tale situazione.
    Così si fa avanti e si impone la figura del “signore”, che quasi  sempre è un personaggio dotato di mille risorse nell’immaginare programmi e nel farli rispettare; Cane, che i sudditi appellarono Grande, della famiglia degli Scaligeri, è descritto come un condensato di tutte le virtù: “Intelligenza fine e acuta, schiettezza, lealtà, coraggio, audacia”.
     Quando muore, a trentotto anni, oltre a Verona, che è la sua base, comanda a Vicenza, a Padova, a Treviso e a Cividale.
     Il signore si pone al di sopra di tutti, deciso a far osservare le leggi e ad imporre ad ognuno i suoi doveri: mette fine ai contrasti tra i cittadini e obbliga a pagare le tasse a seconda dei redditi; si crea infatti in questi tempi l’Estimo, un Ufficio per valutare i beni mobili e immobili.
     Formalmente le vecchie istituzioni vengono rispettate, le assemblee popolari, i consigli funzionano, anche se il regime è dittatoriale: conta solo lui, il capo, a cui tocca l’ultima parola quando c’è da decidere.
     E diventa principe e trasmette titolo e prerogative ai suoi successori. Per garantirsi appoggi e sicurezza, chiede protezione all’imperatore o al papa.
     Questo sire  ha però la tendenza a inguaiare i propri sudditi perché essendo bramoso di nuovi domini va all’assalto di altre città. Eppure in quegli anni la vita è assai piacevole: le strade ben selciate, le donne portano biancheria finissima e gioielli, si vendono cosmetici. Gli Italiani sono i più puliti d’Europa.. Ma nei piccoli centri la gente, dedita principalmente all’agricoltura,  è poco portata alle novità e alle avventure e  nelle città gli studenti non sopportano alcuna prepotenza né i vincoli imposte dalle signorie.

1083 – Il conte  Todino, insieme con la madre Zita e la moglie Gaita, dona a Farfa il Castello di Petra Demone, nome derivante da una pietra rossa usata per culti pagani. Questo maniero viene distrutto in epoca medievale.

1084 – Il conte Erbeo figlio di Todino Conte fa dono a Farfa delle pertinenze poste nel castello di Petra Demone.

1100 – la chiesa – santuario della Madonna di Vallebuona viene fondata nel XII sec., nei pressi vi sono i resti del borgo medievale e del castello, che appariva già in documenti del XII secolo e che cambiò padrone tantissime volte, includendo il casato dei Mareri, Federico II, Carlo D'Angiò, i Boccamazza , fino a far parte del territorio di Canemorto.

1210 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è  Giacomo Antonio Colonna

1219 -  avviene il restauro di Santa Maria del Piano. La data del 1219 si rileva da una iscrizione incastonata nella facciata in una pietra di fondo, nella nicchia di un archetto. L’iscrizione dice: “Bartholomeus hoc op fieri feci 1219”.
 Vescovo della Diocesi tiburtina è Claro.

1248 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Todino.

1252 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Berardo.

1260 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Gottifredo.

1273 - Lo statuto di Vicovaro  del 1273  nasce da un accordo  tra i signori del feudo e gli uomini dela Comunità e contiene i privilegi  e gli obblighi pattuiti tra Francesco, Giacomo Napoleone, Matteo di Orso Orsini e l’università degli uomini di Vicovaro..
Al suono delle campane e al richiamo del banditore, il 29 ottobre del 1273 si radunavano nella corte del castello tutti gli uomini della terra di Vicovaro dove, accanto agli Orsini erano presenti Giacomo, vescovo di Tivoli, Buonconte, signore del castello di Canemorto ed altre personalità.
Dai 41  capitoli dello Statuto appare chiaro che l’amministrazione del feudo spettasse alla curia (Orsini). Sui massari, dai quali dipendevano i vassalli, gravava il compito di esigere i diritti della curia. Veniva stabilito che in caso di guerra i vassalli dovevano seguire  il proprio signore, a costruire opere di difesa. Venivano fissati i compensi per le prestazioni d’opera dei muratori, falegnami, calderari ecc..
Una integrazione allo statuto disponeva di punire i bestemmiatori con 50 soldi per chi bestemmia Dio e la Vergine Maria,; 15 soldi per gli altri Santi o Sante.; condannare chi lavorava la domenica e giurava nei giorni festivi con pene diverse a seconda se i reati venivano commessi di giorno o di notte..
Chi ruba frumento o paga o gli viene tagliata una mano; chi ruba cavallo o altro animale della stessa taglia o paga o gli viene cavato un occhio; per bestia minuta o paga o gli viene tagliata un’orecchia. Se alcuno entrerà in vigna  di altri e raccoglierà più di tre raspi debbe essere posto  e litigato in catena in piazza per tre ore; la moglie adultera perdeva la dote; le violenze sessuali erano punite con il taglio del piede;; se un figlio commette reato sia imprigionato per il tempo che crederà opportuno il padre.

1282 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giacomo.

1318 – Gli abitanti del Castello di Pietra Demone fondano il libero comune sotto la protezione della comunità farfense. 
Vescovo della Diocesi tiburtina è Sabarizio.

1319 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giacomo II.

1320 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è  Giovanni IV.

1321 - Muore Dante Alighieri, il padre della lingua italiana.

1337 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Fra Branca.

1338 – L’Abbate farfense Giacomo IV nomina vicari di Pietra Demone i nobili Stefano Colonna e Rainaldo Orsini.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni V.

1342 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Nicolò I.

1343 - Le pertinenze di Petra Demone si estendono per un circuito di 18 miglia. Una visita pastorale riporta solo il “castrum Petra Domini” e la presenza di quattro chiese e tre cappelle dipendenti.

1349 - Vescovo della Diocesi tiburtina è Daniele.

1356 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Filippo card. Gezza de Rufinis.

1380 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Pietro III Cenci.

1382 – Il paese risulta venduto alla famiglia Colonna

      Nel XIV e XV secolo le classi che hanno costituito la forza politica dei Comuni perdono ascendente  e si dedicano con profitto agli affari; scade la loro influenza e conta di più la moltitudine che si sente finalmente difesa dai soprusi.
      Ha origine in quest’epoca lo stato moderno. E’ l’epoca di Donatello, Brunelleschi, Giotto, dei Guelfi e dei Ghibellini.

1389 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Pietro IV Staglia.

1398 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Domenico I de Valerinis.

1418 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Sante da Cave.
   
1419 – Nei documenti del 1419 il territorio di Pietra Demone è definito disabitato.

1427 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Nicolò II de Cesari

1448 –Il castello di Pietra Demone viene definito come “distrutto”.

1450 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Lorenzo dei Minori.

1471 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Antonio Lupi.

1485 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Antonio Grassi.

1491 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Evangelista Maristelli.

1492 -   è l’epoca della scoperta dell’America . Si formano gli imperi coloniali: la Spagna conquista tutta l’America Latina, tranne il Brasile che se lo prende il Portogallo; al nord,  i Francesi e gli Inglesi piantano la loro bandiera su vasti territori, l’Olanda si sistema nelle regioni indiane. Di conseguenza decade la potenza politica dell’Italia che , divisa, non regge alla concorrenza e conta sempre di meno.

1494 - Gli Italiani aprono le porte agli stranieri: è la volta di Carlo VIII di Francia.

1498 – Savonarola parla troppo: finisce sul rogo

1499 – Adesso è Luigi XII di Francia che scende in Italia e conquista Napoli e Milano.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Angelo II Leonini.

1500 – La chiesa di S. Maria di Vallebuona ( chiesa  guasta in un castello disfatto) viene  rifatta dagli uomini di Canemorto, in seguito a una serie di miracoli legati a una sua immagine. Il Piazza conferma che è oggetto di grande devozione e che vi si trova annesso un dormitorio.

1503 - Leonardo da Vinci dipinge “La Gioconda” nota anche come Monna Lisa

1509 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Camillo Leonini.

1513 - Canemorto non è ancora comunità ma semplice Villa (Castello con sottostante nucleo di case). Esisteva il Castello di Vallebona al pari di quelli di Petescia, Montorio e Pozzaglia. L’esodo degli abitanti di Vallebona viene effettuato tra il 1513 e il 1600. Infatti la casa dove nacque Vincenzo Manenti è compresa nel gruppo di case fabbricate in Orvinio dagli ex abitanti di Vallebona. In questo periodo nasce il nuovo nucleo di Orvinio comprendente via Segni da Porta dell’Arco a Porta Romana, via del Giardino dal portone n.14 fino a Piazza Vittorio Emauele III, corso Vincenzo Manenti da via Ripetta a Porta Romana, le due porte suddette e il Borgo compreso tra le salite del Borgo e via Nuova ora Cesare Battisti.
Vescovo della Diocesi tiburtina è Francesco Card. Soderini

1517 – In Germania c’è Lutero con le sue proteste
1519 - Pietra Demone viene ceduta a Vico di Cantalupo Bardella che la tennero fino al 1587.

1517 – Giordano Orsini d’Aragona concede a Giordano de Cola di Basilio Basilici da Canemorto con un provvedimento del 1517, privilegi per se e per i suoi figli per gli innumerevoli servigi resi alla casata  da lui, suo padre, dai suoi antenati e da tutta la sua famiglia.

1528 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Marcantonio I Croce

1536 – viene consacrata la chiesa di S.Nicola  di Bari di Canemorto (31 marzo), rifatta in epoca barocca, con interessante grazioso interno a forma ovale. Essa viene costruita per alleviare i disagi degli abitanti di Canemorto costretti a recarsi fino ad allora per le funzioni religiose a Santa Maria del Piano distante circa due chilometri dal paese.  


1530 – Carlo V scende anche lui in Italia dove viene incoronato imperatore e re d’Italia.

1545-1563 – Il lungo Concilio di Trento combatte i Protestanti.

1554 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni Andrea Croce.

1556 – Carlo V va in convento.

1558 – Canemorto passa dalle dipendenze degli Orsini a quella dei Tuttavilla

1571 – A Lepanto Cristiani e Turchi si combattono. Vincono i primi. Da allora ogni giorno il  mezzogiorno viene salutato con lo sparo di un cannone sul Gianicolo.

1573 – Canemorto passa dalle dipendenze dei Tuttavilla a quella dei Muti, sotto la quale, specialmente sotto Carlo Muti, il paese raggiunge la sua massima potenza.

1580 - Il castello di Orvinio di proprietà degli Orsini passa ai Muti i quali possederono il feudo fino al 1636 allorchè passò ai Borghese col titolo di Ducato.

1582 – Nasce il Convento francescano della chiesa di Santa Maria di Raccomandati. 
Il 24 febbraio Papa Gregorio XIII adotta il calendario che porta il suo nome (gregoriano).

1583 - Il tribunale di Canemorto era dei duchi Muti

1585 – Mentre a Roma viene fondata ufficialmente l’Accademia di S. Cecilia, il 25 giugno  nasce a Orvinio la Confraternita del Santissimo Sacramento. Inizialmente la stessa era aggregata all'omonima compagnia della Minerva di Roma e vanta circa cento iscritti. Attualmente è composta da circa settanta confratelli e la propria divisa consiste in un camice di colore bianco, legato per la cinta da un cordone rosso e bianco, sovrastato da un ampio colletto rosso e riportante sul lato sinistro il proprio stemma. La sede è situata presso la Chiesa Parrocchiale di Orvinio "San Nicola di Bari". È comunemente detta dei "Càmici d'Abballe". Da circa un decennio la Confraternita è validamente supportata anche da un gruppo di "consorelle" che, nonostante in numero notevolmente minore rispetto ai confratelli, si occupano dell'ordinaria manutenzione dei beni della Confraternita, partecipano attivamente, indossando un foulard di color celeste, alle cerimonie religiose con canti e preghiere ed  aveva un reddito annuo di 50 scudi.

1587 - Gli eredi di Vico di Cantalupo Bardella rivendono Pietra Demone a Federico del Bufalo dei Cancellieri; gli abbatti di Farfa e soprattutto i monaci rivendicano il possesso di questo castello e il suo territorio, facendo aprire un processo perché tornasse ancora una volta in loro possesso.

1595 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoliè Domenico II card. Tosco.

1600 - Nasce a Canemorto Vincenzo Manenti (+ 1674)

1605 – Sulpizio Basilici figlio di Ovidio Basilici  sposa Bernardina Cervelli figlia di NicolAngelo. Tra i testimoni alle nozze Ascanio Manenti . Lo stesso giorno si sposa anche Caterina la figlia di Ovidio con Domenico Cervelli, figlio anch’esso di NicolAngelo. Fratello e sorella Basilici con sorella e fratello Cervelli. Sia la famiglia Basilici che la famiglia Cervelli hanno la propria cappella nella chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. NicolAngelo (Nicola Angelo o Colagnolo) ha uno stemma che ancora oggi si trova sopra la casa di famiglia in corso Manenti  di fronte all’attuale ristorante del “somaro” (il vecchio emporio di Ugo Frezza).
Altrove Miguel de Cervantes pubblica la prima parte del “ Don Chisciotte”

1606 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni Battista Tosco.

1612 - Viene eretta la chiesa di San Giacomo per munificenza del barone Muti, duca della Muzia. La certa datazione dell’edificio , consente di escludere che sia stato progettato da Gian Lorenzo Bernini, allora soltanto tredicenne (1598-1680).

1614 Mentre in Sicilia inizia la più lunga eruzione dell’Etna della storia, a Orvinio viene sconsacrata la Chiesa di San Giacomo

1621 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Bartolomeo card. Cesi.

1622 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Marcantonio II card.Gozzalino.

1624 -  Pozzaglia chiamata Puzzaglia, Putalea nelle scritture in latino, per via del suo territorio ricco di pozzi d’acqua, aveva un rapporto di odio e amore con Canemorto. Dopo quattro secoli è ancora così. Tanto per dirne una c’è una controversia infinita tra i due paesi circa il possesso di S. Maria del Piano che si trova esattamente a metà strada. Di qualcuna di queste controversie abbiamo notizia. In una riunione del 20 luglio 1624, ad esempio, il dott. Andrea Basilici, che fa parte del Consiglio della Comunità di Canemorto con il ruolo di Priore, investe l’Assemblea di un problema legale. Pare che l’avvocato scelto per patrocinare la sua causa contro “quilli di Puzzaglia” non fosse all’altezza e così fa pressioni al Consiglio per sostituirlo.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Mario I Orsini.

1625 - Il tribunale di Canemorto era dei Borghese, duchi di Canemorto.

1633 – I Muti cedono il ducato di Vallemuzia tramutato in quello di Canemorto ai Borghese e ottengono in cambio il ducato di Rignano  
Nel frattempo Galileo Galilei viene obbligato ad abiurare la teoria eliocentrica.

1634 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giulio card. Roma-

1638 - La campana piccola di S.Nicola fusa forse proviene dalla vecchia chiesa

1643 – Costruzione della chiesa di Vallebona; l’esodo sarebbe avvenuto prima di tale data. Nell’interno della chiesa si possono ammirare vari dipinti e affreschi di Vincenzo Manenti.

1647 – Un po di caos a Napoli: c’è di mezzo Masaniello.
Vediamo ciò che accade, nel frattempo,  in luoghi più vicini a noi.
Lo Stato Pontificio altro non è che un  insieme di stati mancanti di un ossatura politica e economica, caratterizzato da un grande guazzabuglio e commisura di poteri i cui organi non hanno ben delineati funzioni civili da quelle religiose.
La religione come strumento del regno ha raggiunto l’estremo culmine provocando il caos con gli abusi e le ipocrisie della monarchia assoluta di tipo elettivo che è il papato.
I signorotti delle grandi famiglie non permettono che i i loro interessi familiari scivolino nel  pur minimo rapporto di vassallaggio nei confronti della Sante Sede, sentendosi essi stessi  capi di un piccolo stato (nello Stato) sul quale esercitano la loro forza giurisdizionale basata sul possesso di una carica trattata come proprietà privata.
Caratteristica dello Stato Pontificio del XVII secolo è quella forma di nepotismo secondo il quale il Papa è circondato da una folta schiera di parenti forniti di titoli e blasoni e di cortigiani preoccupati solo di trarre il massimo beneficio da una situazione favorevole che assicuri  loro l’immunità per qualsiasi trasgressione.
E’ solo con la campagna condotta da Bonaparte come vedremo in seguito che il potere temporale del Papato subisce una forte scossa e il 15 febbraio 1798 con la nascita della Repubblica Romana, esso sarà dichiarato decaduto.
Canemorto come tutti gli altri paesi, è essenzialmente una comunità contadina, soggetta come le altre a pagare alla S. Sede una serie infinita di tasse che non venivano imposte come tributi, bensì pretese come elemosina dalla comunità (tassa del vocativo, tassa del sale, della macellazione , del grano , ecc.) sovrapponendosi alla finanza del principe locale (Borghese).
La coltivazione del terreno, partendo fin sotto le mura cittadine si estendeva a raggiera, per un’area direttamente proporzionale alle dimensioni della città,ed era intervallata da coltivazioni intensive (orti) a coltivazioni estensive (seminativi).
La terminologia in uso era:
Scudo : nome di varie monete d’oro e d’argento, originariamente recanti su una delle facce una “S” araldica.
Baiocco: monetina d’argento; in rame nel XVII sec. Quando venne svalutata e ridotta di peso,  era pari alla centesima parte di uno scudo.
Canna: antica unità di misura metrica costituita da una canna di legno leggero lunga generalmente circa tre metri.
Palmo: unità di lunghezza usata prima dell’attuale sistema metrico decimale, a Roma corrispondeva a cm.22.34.
Piede: unità di misura metrica che a Roma corrispondeva a  0,335.
Miglio: unità di misura itineraria, equivaleva a  1000 passi cioè circa 1480 m..
Libra: antica misura di peso, equivalente ad un terzo di Kg.

I capi della comunità erano i Priori , generalmente in numero di tre, che venivano eletti annualmente, e nel periodo del settecento semestralmente, dal consiglio della comunità. Il primo Priore o capo Priore corrispondeva presso a poco all’attuale Sindaco e faceva da tramite tra la comunità e il Principe. Per essere eletti Priori bisognava  possedere beni nella comunità, non aver contratto debiti e soprattutto risiedere nella Comunità stessa. Non era necessario essere persone colte, il saper leggere e scrivere era appena  richiesto al primo Priore, mentre gli altri due  - di solito analfabeti –sottoscrivevano spesso i documenti e gli atti con la croce.
Insieme ai Priori venivano eletti i consiglieri in numero di 24. Il segretario priorale si occupava degli atti amministrativi legati all’ufficio del Priore. Il Governatore pro-tempore si occupava del feudo, curando gli interessi del Principe e riscuotendo ulteriori imposte sui certificati, sulle cause per controversie, sul prestito di grano, ecc. Questa terna di amministratori risiedeva nella casa Priorale dove aveva l’ufficio anche il Governatore.
Dal ‘500 al ‘700 la malaria costituiva  la piaga degli insediamenti umani. A causa di questo malanno molti insediamenti, che sorgevano nei pressi di zone umide,  si spopolarono.
Tal danno non accadeva sicuramente agli antichi che sceglievano luoghi di aree perfetti, forniti di acque e di tutto ciò che  può render la vita meno infelice, essendoché conoscevano che il soggiorno è la cosa  principale della nostra esistenza ( Marocco –Monumenti dello Stato Pontificio)
 Il medico condotto in genere curava le ferite, faceva delle piccole operazioni chirurgiche o pratica una medicina, all’epoca molto diffusa, che consisteva in salassi (applicava le sanguisughe) o in vescicanti (applicava sulla pelle delle sostanze allergiche che provocavano vesciche il cui liquido si credeva  contenesse i veleni del male) , inoltre era d’uso comune la pratica di clisteri e purghe.
Il medico chirurgo di solito era anche barbiere e a volte faceva anche il maestro di scuola

1652 - - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Marcello card. Santacroce.

1659 - Nasce Giovanni Girolamo Frezza, incisore.

1660 – Viene eretta la Compagnia del Gonfalone e dello Spirito Santo e aggregata all’Arciconfraternita di S. Lucia in Roma. Oggi  la sede della confraternita è situata presso la Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, di proprietà comunale. Sembra che la denominazione "Gonfalone" sia legata proprio al legame con il Comune, ed anche il colore "blù" riprende i colori comunali di Canemorto (Orvinio). All'interno della chiesa sono presenti due cappelle, dedicate alle famiglie nobiliari Cervelli e Basilici: sembrerebbe che furono proprio queste due famiglie orviniesi a dare impulso alla nascita della Confraternita del Gonfalone. È aggregata alla compagnia della Misericordia di Roma, ed è composta da circa 80 confratelli, suddivisi tra praticanti e sostenitori. La divisa rispecchia quella della Confraternita del
Santissimo Sacramento; naturalmente cambiano i colori che sono il bianco ed il blù.
È denominata dei "Càmici d'Ammònte".
Nella chiesa di Santa Maria dei Raccomandati viene sepolto Ascanio Manenti, padre di Vincenzo Manenti.

1674 - Muore Vincenzo Manenti e viene sepolto anche lui nella chiesa della Madonna dei Raccomandati.

1675  - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Federico I card. Sforza.

1676 - Muore il primo sacerdote di Vallebona, certo Fabri di Canestro.

1677 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Mario II card. Albrizzi.

1679 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Galeazzo card. Marescotti.

1680 – La chiesa di San Nicola di Bari prende la forma attuale dopo essere stata riedificata nel 1530.

1684 - - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Antonio II Fonseca

1689 - Sisto V  toglie all'Abbazia di Farfa ogni giurisdizione su Canemorto

1709 – Nella chiesa di San Nicola di Bari viene eretto l’altare della SS. Trinità da Caterina Basilici

1716 – La chiesa di San Nicola di Bari viene accresciuta di due retrostante, di una sacrestia e di altre tre stanze sovrapposte.

1727 - Santa Maria di Vallebona fu dichiarata protettrice di  L'Aquila.

1728 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Francesco I card. Finy.

1729 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Placido I Pezzancheri.

1741 - Muore Giovanni Girolamo Frezza,  incisore,  a 81 anni.

1745 – Il 31 dicembre erano riuniti nella Casa Priorale della Comunità di Canemorto :
PRIORI: 
Scanzani Armando, Guglielmi Lorenzo, Frezza Armando, Perrini Arcangelo.
CONSIGLIERI:
Alesij Angelo, Alesij Bartolomeo, Alesij Belardino, Alesij Domenico, Alesij Paolo, Alesij Angelo G.Paolo, Alesij Raimondo, Amici Carlo, Amici Marco, Amici Filippo, Aniballi Giuseppe, Attilia Agostino, Attilia Giuseppe, Barnabei Giuseppe, Barnabei Domenico, Basilici Ferdinando, Bernabei Giacomo, Biscossi Simone, Cervelli Nicola, Cervelli Domenico, Croce Pietro, D’Alessandro Tomasso, D’Attilia Ascanio, Desideri Giovanni, Fabri Domenico, Fabri Santo, Fabriani Maria, Fabriani Gaetano, Fabriani Giuseppe, Fabriani Armando Maria, Filizzola Giacomo Filippo, Francorsi Nicola, Frezza Armando, Frezza Belardino, Frezza Carlo, Frezza March’Aurelio, Frezza Andrea, Gagliani Belardino, Gagliani Clemente, Gagliani Michele, Guglielmi Lorenzo, Guglielmi Lorenzo, Iannilli Marco, Inviani Belardino, Ipoliti Paolo, Lalli Paolo, Lalli Orazio, Lalli Filippo, Lalli Gio.Battista, Liberti Nicola, Liberti Giacomo, Lobenzi Gio. Battista, Mancini Bernardo, Marcangeli Paolo, Palmavi Domenico Armando, Palmerij Filippo, Pavvini Arcangelo, Pelini Giuseppe, Perrini Arcangelo, Petrocchi Armando, Petrucci Domenico, Ragazzone Domenico, Ragazzone Siergio, Ranalli Carlo, Ranalli Giacomo, Regalini Armando, , Roberti Giacomo, Rossi Bartolomeo, Rossi Giuseppe, Scanzani Armando, Scanzani Francecso, Scanzani Venanzio, Scanzani Filippo, Scanzani Armando, Sebastiani Pio, Semini Viaggio, Taschetti Pietro, Taschetti Marco, Taschetti Paolo, Taschetti Vincenzo, Vagliani Benedetto, Valentini Giuseppe, Vaschetta Giacomo, Vaschetta Domenico, Zezza Vittorio.

1754 - Il napoletano sant’Alfonso Liguori compone un canto natalizio intitolato “Quanno nascette Ninno” nella versione italiana “Canzoncina a Gesù Bambino” più noto come “Tu scendi dalle stelle”.

1758 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Francesco II Castellini.

1761 - Il Biondi racconta che recatosi sulla cima della montagna detta Moretta, tale Benedetto Taschetti di Canemorto, trovò tra i ruderi dell’antico castello di Petra Demone, un  grosso travertino con una iscrizione: OVI CACUNO F.C. che il Biondi interpretò per : N.N. IOVI CACUNO FACIUND CURAVIT, ritenendo ivi la possibile esistenza di un tempio a Giove sul CACUME, vale a dire sulla cima della montagna. La pietra collocata fu collocata dal Taschetti in via Nuova oggi via Cesare Battisti al n.41.
La tumulazione dei morti  avveniva nei pressi della chiesa di S. Maria del Piano. Tale pratica  nel 1800 fu vietata obbligando quindi l’amministrazione comunale a cercare un sito per il cimitero. Così nel 1880 ogni costruzione fu abbattuta per ricavarne materiale da costruzione .
L’unico punto di approvvigionamento era la fonte posta  appena fuori dell’Arco. Essa serviva oltre che ad attingere acqua per uso domestico anche per abbeverare il bestiame. Grossi vasconi posti sul retro servivano alle donne per lavare i panni sporchi.
L’orologio originario collocato sopra l’arco è stato sostituito con quello attuale. (vedi ASR Congregazione del Buon Governo serie II)
La Comunità era proprietaria di un locale adibito ad osteria e di uno a forno. Gli esercizi venivano dati in affitto a privati per periodi triennali.

Ma torniamo a bomba.

1701-1748  Tre guerre di successione (spagnola, polacca, austriaca) sconvolgono l’Europa.

1718 – Nella chiesa di San Nicola di Bari, l’altare della Madonna del Suffragio viene eretta da Giacomo Marcangeli.

1764 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Tommaso Galli.

1765 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giulio Mattei Natali.

1769 Nasce Napoleone Bonaparte

1782 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Gregorio Barnaba Chiaramonti.

1784 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Vincenzo Manni.

1789 Gli insorti a Parigi prendono la Bastiglia. E’ il 14 luglio.

1791 - Luigi XVI, che se la vede brutta, cerca di scappare. Ma a Varennes lo fermano

1792 - in Francia viene proclamata la Repubblica.

1793 - Il 21 gennaio Luigi XVI sale sul patibolo. Dice: sono innocente!

1793 - Comincia il terrore. Chi manovra tutto è Robespierre.

1794 - Rivolta dei Termidoristi. Così detti perché rovesciano Robespierre il 9 termidoro(27/7).

1795 - I realisti, cioè i nostalgici tentano un colpo di mano. Appare sulla scena un certo Napoleone Bonaparte. E’ il 13 vendemmiaio cioè il 5 ottobre.
      Quali effetti produce la Rivoluzione francese?
      Cambia prima di tutto, la struttura politica della società:c’era chi stava troppo in alto e chi troppo in basso, e la rivoluzione distrugge i privilegi di alcune classi, come il clero ricco e gli aristocratici.
     Mette un freno al potere assoluto del principe, eredità del Medioevo, fino a questo momento arbitro, nel nome di Dio, del destino di tutti.
     Mutano anche i rapporti economici: i contadini, ad esempio, avevano soltanto obblighi, come il pagamento di imposte esose e l’impegno di svolgere, senza alcun compenso, gravosi servizi.
      Si afferma la sovranità popolare, cioè il concetto di democrazia: tocca ai rappresentanti delle masse, liberamente eletti, formulare le leggi e approvarle o respingerle con i loro voti.
      I princìpi che trionfano a Parigi., dilagano nella vecchia Europa.
     Si afferma la macchina e nasce l’industria moderna.     Si organizza il sistema postale, si aprono nuovi mercati.
     E’ con Napoleone che scompare  un mondo ancora legato al Feudalesimo e che si diffondono quei principi che ci  governano.
    Con la Rivoluzione si imposero alcune regole  sulle quali ancora si fonda la nostra esistenza: l’affermazione dell’inviolabilità della persona umana , il diritto di esprimere le proprie convinzioni e di pregare  secondo la propria fede, il criterio morale che stabilisce: “La legge è uguale per tutti” anche se in qualche circostanza “per qualcuno è più uguale”.
     Due ideologie danno la spinta al Risorgimento:
il Liberalismo e il Romanticismo, movimenti intellettuali che sanno ridestare i sentimenti mai spenti della nazionalità, della religione e dell’indipendenza.
     I Romantici si ribellano alle regole del Classicismo, che impongono precisi limiti stilistici, per abbandonarsi alla spontaneità, ma combattono soprattutto la tirannide e l’ingiustizia.
     Il romanzo italiano che meglio esprime  questa ribellione culturale  è “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.
     E’ in questo momento che nascono le società segrete (Carboneria).
    Nel Piemonte di Vittorio Emanuele I è stata abolita la tortura, ma ancora si usano la ruota e le tenaglie roventi prima dell’esecuzione del condannato perché è in vigore la pena di morte.
     Il cadavere del giustiziato  viene poi fatto a pezzi. Si entra in prigione con facilità, molto difficile è uscirne.
     Il primo Ottocento non è fatto soltanto di schioppettate e sommosse. C’è anche la piccola vita quotidiana con i suoi riti, ricorrenze e semplici gioie: ecco caprai e venditori di latte a piazza di Spagna; una donna non esce sola neppure per la messa; le prostitute si chiamano “donne curiali” perché esercitano con licenza della Curia; nell’Agro Romano imperversa il brigantaggio; i nobili hanno un giorno fisso per ricevere: i Chigi il giovedì, i Borghese il venerdì……; molto diffuse sono le osterie frequentate dai popolani; popolarissimo il gioco del pallone; a scuola basta un errore in una moltiplicazione o una macchia d’inchiostro sul quaderno per far distribuire qualche nerbata.

1798 – Canemorto è incluso dapprima nel Dipartimento del Clitunno, cantone di Poggio Nativo per passare poi al Dipartimento di Roma, circondario di Rieti, come capoluogo di cantone che comprendeva anche Collalto e Percile

1807 – Viene istituita la Pia Unione di sorelle della Carità con lo scopo di accudire gli ammalati.

1816 – La chiesa di Santa Maria dei Raccomandati prima appartenuta  ai Frati Minori Conventuali passa alla Comunità il  14 maggio.
-Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Piero V Alessandro Banfi.

1816 – Con la restaurazione e la riforma  del 1816 viene ricostituita la baronia che durerà fino al 12 ottobre 1816, allorché il principe don Camillo Borghese rinunciò ai diritti feudali  su Canemorto.

1817 – Con il definitivo riordinamento dell’assetto territoriale della delegazione di Rieti, Canemorto entra a far parte del Distretto di Poggio Mirteto in provincia di Perugia e diviene sede di governatorato, la cui giurisdizione si estende su Petescia, Pozzaglia, con gli appodiati Montorio in Valle (prima si diceva “della Valle”, gli è stato applicato perché prospiciente l’antica valle Muzia) e Pietraforte, e Scandriglia. Il governo comprendeva anche Riofreddo, Cantalupo Bardella - oggi Mandela -, Licenza, con gli appodiati Civitella e Roccagiovine, Percile, Scarpa, Vallinfreda e Vivaro, per una popolazione complessiva di 10.776 persone.

1818 – Pio VII stabilisce di erogare le rendite della ex Abbazia di Santa Maria del Piano, accumulate dal tempo della morte dell’ultimo abate, alla fondazione di una nuova chiesa parrocchiale. 
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giuseppe Crispino Mazzotti.

1820 – Termina la sepoltura nel  cimitero  di Santa Maria dei Raccomandati sito nei pressi e attiguo al coro.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Francesco III Canali.
Silvio Pellico viene  arrestato e condotto alla prigione dei Piombi a Venezia

1821 -  I moti italiani trovano il loro leader nel dott. Giuseppe Mazzini, laureato in giurisprudenza, genovese;

1827 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Francesco IV Pichi.
     
1833 - Nel settembre del 1833 Mazzini riceve la visita di un giovane marinaio: Giuseppe Garibaldi. In quel momento si decide la sorte dell’Italia.
  Un giovane poeta Goffredo Mameli compone un Inno destinato a rimanere nel tempo “Fratelli d’Italia”. La musica è del maestro Michele Novaro.

1835 - Per interessamento del Papa stesso, Pio X, che ne diede incarico a monsignore Canali vescovo di Pesaro, sorge la chiesa di S. Nicolò (San Nicola di Bari) sull’area di risulta della chiesa già esistente,  che viene inaugurata nel 1842.

1836 –il 18 giugno  viene istituito il corpo dei bersaglieri da parte del generale Alessandro La Marmora e  il 24 settembre avviene la visita pastorale del  Vescovo di Sabina Mons. Canali Francesco, che viene accolto dal parroco don Giuseppe Giammattei. Prende alloggio presso l’avvocato Gregorio Morelli

1840 – Fino al 31 dicembre Canemorto  è stato alle dipendenze della Curia Vescovile di Sabina.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Carlo Gigli.

1841 – Dal 1 gennaio Canemorto è alle dipendenze del Vescovo di Tivoli

1842 – Nei giorni 18 e 19 ottobre viene inaugurata la chiesa di San Nicolò in corso Manenti, sorta su quella precedente del XVI secolo

1848 –  Il 23 marzo in Italia succede un “48”. Carlo Alberto entra in campo contro l’Austria sventolando per la prima volta il tricolore con lo scudo di Savoia. Un disastro.

1849 – Gli abitanti di Pozzaglia rubano il quadro della Madonna di S. Maria e gli Orviniesi di Canemorto si appropriano della campana di S. Maria
 Garibaldi, insieme con la moglie Anita, in cinta, dimora a Canemorto nella casa  in Piazza Garibaldi n.1 di proprietà della famiglia Morelli e precisamente nella stanza al secondo piano avente la finestra in prossimità dell’angolo con la salita del Borgo ed in asse con via Roma e la porta della chiesa di S.Giacomo.

1855 – causa colera viene fatto il seppellimento nella chiesa di S. Maria

1860 – le carceri sono in via del Giardino annesso al Castello. Orvinio passa dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia.

1860 - Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, Canemorto viene compreso nella provincia di Perugia alla quale rimane fino al 1923, anno in cui passò alla provincia di Roma, fino alla successiva annessione alla neo-istituita provincia di Rieti, verificatasi nel 1927.
Da questo momento il paese assume il nome attuale poiché qualche studioso ritiene che ivi sorgesse l’antica Orvinium. 
Il 5 maggio mille uomini, con Garibaldi conquistano mezza Italia.
“Fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani”
      C’è differenza fra Nord e Sud e diverse sono le condizioni sociali, economiche, sanitarie e culturali delle varie zone del paese. L’agricoltura è arretrata, l’industria quasi sconosciuta, le comunicazioni difficili al centro e nel meridione. 80 cittadini su 100 sono analfabeti.  L’obbligo del servizio militare sottrae braccia alle campagne. Ognuno continua a parlare il suo dialetto e non ci si capisce. Nasce la camorra e  la mafia. Nasce anche il brigantaggio.

1861- Diventiamo un Regno Unito.
         Orvinio conta 1585 abitanti. Il sindaco è fino al    1867 Scanzani Raffaele. 
Mentre è Papa Pio IX, nato Giovanni Maria Mastai Ferretti da Senigallia, Parroco di Orvinio è Don Valentino Valentini fino al 1915.
Santa Maria del Piano entra a far parte del Demanio dello Stato.

1862 - Nella delibera del Consiglio comunale di Canemorto è richiamata in modo esplicito la probabilità che l’antica Orvinium sorgesse in quel luogo  e sottolineata l’opportunita e la ragionevolezza che questo paese smetta la denominazione triste  che ha al presente (Canemorto) e riprenda quella di Orvinio.

1863 – Mentre Abramo Lincoln proclama l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti, viene ripristinato il nome di Orvinio al posto di Canemorto (con Delibera Comunale del 29.11.1863 – Reggio Decreto 29 marzo 1863.

1864 – Orvinio è sotto la Diocesi  e il Distretto di Rieti, capoluogo del Governo e conta ben 9548 anime, avendo sotto di se i comuni di Collalto, Collegiove, Marcetelli, Nespolo, Paganico, Pozzaglia, Petecia, Scandriglia Ponticelli e Cerdomare oggi Poggio Moiano . Vi sono alcune botteghe di tessuti, caffè, osterie, sali e tabacchi, ferri lavorati. Ci sono tre procuratori, un notaio, un medico condotto e la farmacia della famiglia De Angelis, negozi di cereali, tre ebanisti, sarti, un caldararo, calzolai, barbieri, sei materassai, sette muratori, torchi da vino e la mola a grano della famiglia Filonardi. 
Il solo comune di Orvinio conta 1618 anime poste tutte all’interno del paese sotto l’unica parrocchia di San Nicola di Bari, riuniti in 306 famiglie entro 320 case.

1866 - Mariano Ragazzoni (Orvinio 1844-1931), guardia comunale, detto “lu Burzianu” (da “lu Prussianu)  partecipa alla 2^ Guerra d’Indipendenza combattuta tra l’Italia e la Prussia da una parte e l’Austria dall’altra, conseguendo una  medaglia d’argento

1867 - Il sindaco di Orvinio è Segni Vincenzo fino al 1874.

1869 – S. Maria del Piano viene acquistata dal Comune di Orvinio al Demanio.

1870 - I bersaglieri entrano in Porta Pia a Roma, che diventa Capitale.

1870 – Arriva l’autorizzazione prefettizia per il seppellimento nella chiesa di S. Maria.
L’esercito italiano entra a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia 

1871 – Orvinio conta 1582 abitanti e Antonio Meucci Brevetta il telefono

1872 – Alle ore 5,15 del 31 agosto, nella campagna tra Orvinio e Pozzaglia si verifica un eccezionale evento astronomico: la caduta di meteoriti “Orvinite” del complessivo peso di grammi 3.299,50. 
Il sindaco di Orvinio era Vincenzo Segni.

1874 - Il sindaco di Orvinio è Tani Camillo fino al 1880.

1875 – E’ stata officiata la Chiesa di S. Giovanni.
In essa vi si recano processionalmente gli Orviniesi per raggiungere Vallebona. 
Le meteoriti vengono portate in un museo a Roma.

1876 – Nasce a Orvinio , da genitori veneziani, lo scrittore Virgilio Brocchi. Nei suoi numerosi romanzi e racconti, i più raggruppati in cicli, un socialismo idealeggiante, un po’ alla De Amicis, tempera di ottimismo e di languidezze sentimentali l’originaria cupezza degli schemi naturalistici. E’ narratore piano, di facile comunicativa. 
Opere principali : L’isola sonante, 1911; Mitì, 1917; Il posto nel mondo, 1920, ecc..

1880 - Viene rieletto sindaco di Orvinio Vincenzo Segni, che rimane fino al 1884.

1881 – Orvinio conta 1607 abitanti.
Vescovo della Diocesi tiburtina è Placido II Petacci.

1884 – Viene deposta la lapide  a ricordo di Garibaldi. mentre è sindaco  di Orvinio Morelli Augusto che rimane fino al 1893.

1885 – Viene stipulato il contratto di appalto per la costruzione del camposanto S. Maria (delle Fargne) e vengono introdotte a Orvinio le “palombelle” (colombi)
Vescovo della Diocesi tiburtina è Celestino del Frate.

1886 – Nasce Amaranto Fabriani. Il 28  settembre.
Viene costruita a “fordeporta” la Fontana per inaugurare l’acquedotto che attinge l’acqua dalla sorgente delle “Schiazze” in territorio di Scandriglia.

1888 - Cominciamo a diventare colonialisti. Ci installiamo in Eritrea e in Somalia.

1893 - Il sindaco di Orvinio è Filippo Todini fino al 1901.

1895 -  Guglielmo Marconi inventa il telegrafo senza fili. Nasce la radio.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Guglielmo I M. D’Ambrogi.
 Per iniziativa di un ufficiale di cavalleria Giovanni Agnelli sorge  la Fabbrica Italiana Automobili Torino (FIAT).
     La chiameranno la “belle epoque”, ma non è una stagione del tutto felice.
Milioni di Italiani, a causa della crisi dell’agricoltura e del progresso scientifico, che rendono superflua molta mano d’opera, sono costretti a partire per gli Stati Uniti, il Brasile, l’Argentina, l’America Centrale, in cerca di un lavoro.
     Alcuni faranno fortuna, molti altri no.

1896 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Pietro V Monti.

1898 – La vecchia campana di Vallebona viene fatta precipitare dal campanile e battezzata la nuova campana.

1900 –Il festeggiamento del terzo centenario di Manenti  viene rinviato per l’uccisione di Umberto I di Savoia. 
Nella facciata in cui il Manenti nacque viene posta una lapide a ricordo.

1901 – Orvinio conta  1687 abitanti. Il sindaco è Quinto Clavelli fino al 1906.

1903 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Prospero Scaccia.

1904 – Festeggiamento del terzo centenario di Manenti

1905 – Il 13 maggio muore Alessandro Fabriani, padre di Amaranto e il 11 agosto muore Angelina Clavelli, la madre.

1906 -  Viene inaugurato il camposanto delle Petriane; finora i morti venivano seppelliti nella chiesa di S. Maria per impraticabilità del camposanto delle Fargne. 
Il sindaco è Gustavo Tani fino al 1908.

1908 - E’ nominato Commissario Prefettizio, dopo il sindaco Gustavo Tani, il sig. Michele Romano, fino al 1914.

1910 - Il sindaco  è di nuovo Gustavo Tani fino al 1911.
Vescovo della Diocesi tiburtina è Gabriele Vettori.

1911 - Conquistiamo la Libia.
Il sindaco di Orvinio è Luigi Francorsi fino al 1914.

1912 - Proprietario del Castello di Orvinio è Giuseppe Todini.

1913 - Proprietario del Castello di Orvinio  fino al 1918/19 è Salvo Parodi, armatore genovese.

1914 – Sotto il sindaco Ugo Todini (1914-1919), viene inaugurato l’impianto della luce elettrica in sostituzione dei lumi a petrolio e viene sistemato un orologio a doppio quadrante di vetro sopra la Porta Romana
Il 28 giugno a Serajevo uno studente bosniaco uccide Francesco Ferdinando, arciduca d’Austria e il mondo si divide in due. Da una parte l’impero Austro Ungarico e la Germania. Dall’altra Russia e Inghilterra. Scoppia la guerra.

1915 - Il 24 maggio l’Italia che ha abbandonato la triplice alleanza con l’Austria e la Germania, ha sottoscritto il patto di Londra e entra nella Grande Guerra.
Mentre è Papa Benedetto XV, nato Giacomo Paolo Giovanni Battista della Chiesa, succede a don Valentino Valentini parroco di Orvinio, don Salvatore Sarrocco, da Ciciliano, apprezzato parroco fino al 1954.

1916 – Il ceppo del campanone della chiesa di S.Nicola viene rifatto dal falegname Mario Scanzani.

1917 - Il 1° febbraio la Germania avverte gli stati neutrali che i suoi sottomarini affonderanno tutte le navi che si trovano sulle rotte di guerra senza tener conto della nazionalità. Gli Stati Uniti intervengono.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Luigi Scarano.

1918 - Il 4 novembre  vinciamo ma abbiamo rischiato molto.
E arriva l’epoca dei dittatori, tutti e tre prodotti della guerra: Stalin, Hitler e Mussolini

1919 - A Orvinio è l’epoca di Angelo Petrucci  sindaco di Orvinio fino al 1922-

1921 – Orvinio conta 1750 abitanti

1922 - I fascisti marciano su Roma. Mussolini inizia la sua carriera.
 A Orvinio, sotto il sindaco Ernesto Scanzani (1921-1925) viene rifatto il soffitto della chiesa di S. Nicola.
Lungo la strada comunale che collega Pozzaglia ad Orvinio viene scavato un fossato: a circa un metro di profondità, all’interno di un recipiente fittile andato completamente distrutto, sono rinvenute un certo numero di monete, che in numero complessivo di 29, sono vendute al museo nazionale romano. La data probabile di occultamento del tesoretto è in parte controversa; secondo le ipotesi più accreditate l’emissione più recente sarebbe quella della serie librale datata al 225 a.C., L’importante ritrovamento ci consente di ipotizzare che, in questi luoghi, fossero presenti degli insediamenti abitati anche in epoca piuttosto remota.
Grotta Pila è una cavità naturale lunga circa 40 metri, sul Monte Frainili, nel territorio di Pozzaglia. Sono visibili concrezioni dovute allo stillicidio delle acque sotterranee. Gli oggetti in essa rinvenuti, vasi e sepolture, vengono datati tra il neolitico e l’età del rame.

1923 – Orvinio passa dalla provincia di Perugia in Umbria alla provincia di Roma nel Lazio

1924 – Viene rifatto il ceppo della campana media della chiesa di S. Nicola.
Proprietario del Castello è La ditta Lattifera Umbra di Rieti, dopo l’amministrazione giudiziaria 1924-1925.

1925 - Proprietario del Castello è il marchese Annibale Berlingieri fino al 1934,  mentre a capo del comune c’è il Commissario Prefettizio, Leandro Ricci fino al 1931.
Viene inaugurato il Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale (1915-18). 

1926 - Il 1 gennaio nasce a Roma, in via della Lungara (Trastevere) Claudio Pica in arte Claudio Villa.
 Il 25 dicembre nasce a Orvinio Natale (Natalino) Forte, apprezzato dirigente del Ministero_delle_Finanze" prima e scrittore e poeta poi. Ha scritto e pubblicato tre libri in cui cerca di far rivivere, con successo, aneddoti, modi di dire e poesie interamente scritte o tradotte in dialetto orviniese.
-Addó só natu (2005)
 -Trilussa in dialetto orviniese (2009)
- L’Inferno dantesco. 15 Cantitradotti in dialetto orviniese (2011)
Inizia l’epoca fascista e fino al 1945 con la promulgazione di due leggi cosiddette leggi fascistissime gli organi democratici dei comuni sono soppressi e tutte le funzioni svolte in precedenza dal sindaco, dalla Giunta Comunale e dal consiglio comunale sono trasferite al podestà, che è nominato dal governo tramite regio decreto. Il podestà rimane in carica cinque anni con possibilità di rimozione da parte del prefetto o di riconferma. Il podestà deve avere una solida situazione economica in quanto non percepisce alcun compenso. E’ richiesta anche la giovane età, la mancanza di imperfezioni fisiche, avere contratto matrimonio con rito religioso, aver adempiuto agli obblighi militari e naturalmente la fedeltà politica con iscrizione al Partito Nazionale Fascista.

1927 – A seguito di riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto n.1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando viene istituita la provincia di Rieti, Orvinio passa da quella di Roma a quella di Rieti

1928 – E’ stato composto l’inno a Orvinio di  Amaranto Fabriani .

1930 - Il paese diviene residenza abituale dei marchesi Berlingieri.
In occasione del matrimonio del principe Umberto di Savoia alcune donne di Orvinio sfilano con i costumi sabini.
Tra queste Evelina Ricci, Anna Tani, Italia Frezza, Clelia Tani e Alda Ricci.

1931 – Orvinio conta 1529 abitanti. Il suo Podestà si chiama Pio Mari  che resta fino al 1932.

1932 - Il podestà di Orvinio è di nuovo Leandro Ricci fino al 1934.

1933 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Domenico III Della Vedova

1934 - Proprietario del Castello è il senatore Filippo Cremonesi già Governatore di Roma fino alla sua morte (1942) e podestà è  ancora uno della famiglia Tani , questa volta tocca a Valentino Tani  fino al 1936. 

1935 - Guerra all’Etiopia. Ci facciamo l’Impero.
Viene scritta da Renato Micheli “Faccetta nera” in occasione della grande diffusione di notizie da parte della propaganda fascista relative all’Etiopia e in particolare della schiavitù là ancora vigente, su parte della popolazione abissina.

1935 – Una via di Roma viene chiamata via Orvinio e a Orvinio , sotto don Salvatore Sarrocco, con i soldi racimolati con la bussola, sono iniziati i restauri dei cinque altari di San Nicola di Bari, durati fino al 1939.

1936 – Orvinio conta 1405 abitanti. Il podestà è Antonio Scala da marzo fino gennaio 1937. 

1937 - Per circa un anno il podestà di Orvinio è Raffaele Iannone. Gli succede Giorgio Gabrielli che resta fino al 1939.
Nascono Mario Merola e Saddam Hussein.

1939 - Il 1° settembre Hitler scatena il più grande conflitto della storia. Inizia la seconda catastrofe, la Germania invade la Polonia. In tre settimane vengono assassinati 200.000 ebrei. Il 3 settembre Inghilterra e Francia entrano nel conflitto. Scatta l’offensiva contro la Francia. In Italia  mentre si provano le sirene d’allarme e nasce il mercato nero, nel teatro si impongono Totò e Anna Magnani.
Nascono Terence Hill e Giovanni Falcone.

1939 – Il podestà di Orvinio è Alfredo Sgrò,  per poco, fino al 1940. Viene tolta la cancellata di ferro di piazza Garibaldi per essere donata alla Patria e ultimato il libro di Orvinio di Amaranto Fabriani

1940 - Il 10 giugno Mussolini entra in guerra, l’Italia dichiara guerra a Francia e Inghilterra. A Orvinio diviene podestà per un mese (Aprile) Vincenzo Paganelli. Gli succede il precedente podestà Alfredo Sgrò da aprile fino all’anno successivo.

1941 – I due timpani di bronzo dell’orologio di Porta Romana vengono donati alla Patria. 
Podestà per il solo mese di gennaio è Angelo Petrucci. 
A febbraio gli succede Ugo Frezza che rimane fino a maggio, per lasciare il posto ancora una volta a Alfredo Sgrò, per poco. Infatti rioccupa il posto di podestà di Orvinio, Angelo Petrucci fino al 1943.

1942 Muore Filippo Cremonesi e il Castello, acquistato dalla contessa Sofio, moglie del marchese Roberto Malvezzi, passa  al Casato dei Marchesi Malvezzi Campeggi.
 Il 22 agosto nasce a Roma in via Calatafimi Giancarlo Forte  fratello di Gianni e  a Orvinio il 16 agosto,  Tullio Zacchia.
Nasce a Sirte in Libia il 7 giugno  Muammar Gheddafi. 

1943 - L’8 settembre c’è l’armistizio in Italia. Ma i nostri guai non sono finiti
Il 2 settembre 1945 finisce la guerra . E’ la pace in tutto il mondo. Si fa per dire. Vittorio Emanuele III fa arrestare Mussolini.
 Il castello di Orvinio passa ai Malvezzi e Orvinio viene occupato dai tedeschi a fine settembre da circa 60 uomini tra graduati e truppa. A settembre prende il posto di podestà Aristide Madonna. Ma anche quest’ultimo rimane poco e lascia il posto ad Ugo Frezza che rimane meno di un anno.

1944 – I tedeschi abbandonano Orvinio Incalzati dalle truppe italiane ed alleate gli ultimi soldati tedeschi abbandonano Orvinio alle ore cinque di sabato 17 giugno dirigendosi verso Rieti dopo aver fatto saltare con la dinamite, alle ore tre il ponticello o chiavicotto detto dello sprofondo o del bottino ed alle ore cinque della stessa mattina il ponte grande in località Grugnaleta (detto Ponte di Orsi – nome del costruttore) prospiciente il Santuario della Madonna SS.ma di Vallebona.
Viene nominato sindaco dal Comando Alleato, Roberto Malvezzi Campeggi fino al 1946. Il marchese viene rieletto sindaco e ci rimane fino al 1952.

1945 – Sollevazione dei patrioti diretti da Cadorna. 
Da questo momento nei comuni si ristabilisce la carica di sindaco affidandone provvisoriamente la nomina al Comitato di Liberazione Nazionale.

1946 - Il 2 giugno diventiamo una Repubblica. 
Dal 7 gennaio il sindaco torna ad essere nominato dal consiglio comunale insieme con  la Giunta comunale.

1948 – Mentre  in Italia entrava in vigore la nuova Costituzione, diviene presidente della Repubblica Luigi Einaudi e presidente del Consiglio Alcide De Gasperi (DC), a Orvinio la cancellata della fontana veniva ricollocata al suo posto dopo aver giaciuto nelle fontane.

1949 – Viene ricollocata  sulla torretta della chiesa dei Raccomandati la campana di bronzo e vengono rimosse le salme dalla chiesa di S. Maria al cimitero delle Petriane 

1950 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Luigi Faveri.

1951 – Vengono coniate le medaglie in onore della Madonna di Vallebona. Viene tagliata la montagna delle Canapine per allargare la strada. 
Sono stati avulse dal Mandamento di Orvinio le frazioni di Collalto, Collegiove e Marcetelli.

1951 – Orvinio conta 1194 abitanti
Nilla Pizzi canta “Grazie dei fiori” e vince il primo Festival di San Remo.

1952 - Finita l’era fascista e quella dei podestà, Inizia l’era della Democrazia Cristiana. E’ quella di Goffredo Liguori, eletto sindaco di Orvinio nel 1952, confermato nel 1956 e rieletto dal 1970 al 1999, per complessivi  otto mandati. 
Crolla la facciata di Santa Maria del Piano
“Vola colomba” è cantata da Nilla Pizzi.
Presidente del Consiglio è sempre De Gasperi (DC)

1953 - Il 6 febbraio nasce in via Virgilio Brocchi 8, il somaro  più longevo di Orvinio, Pietro Attilia.
Il Comune di Orvinio, resosi conto delle enormi spese che la titolarità della chiesa di Santa Maria del Piano  comportava, Il 17 marzo 1953 si riuniscono nel palazzo comunale i rappresentanti della sovrintendenza, dell’Intendenza di Finanza di Rieti e il sindaco di Orvinio, professore Goffredo Liguori per concordare la cessione gratuita di tutto il complesso di S.Maria del Piano, dal Comune di Orvinio verso lo Stato Italiano, giusta Deliberazione n.4 del 30 aprile 1953 del Consiglio Comunale di Orvinio, debitamente approvata dalla Autorità Tutoria; in detta Deliberazione il Comune di Orvinio ha posto a suo carico le spese di registrazione dell’atto di cessione.
Nello stesso anno e fino al 1954 viene restaurata la torre campanaria, più tardi furono fatti interventi finalizzati alla ricostruzione della facciata e di consolidamento di tutto l’edificio.
Enrico Mattei crea l’ENI e diventa l’uomo più potente d’Italia.
Presidente del Consiglio è Giuseppe Pella (DC)

1954 - Menre è Papa, Pio XII, nato Eugenio Maria Giuseppe Pacelli, succede a Don Salvatore, parroco di Orvinio, Don Ferdinando Filizzola che dura fina al 1997.
Presidente del Consiglio è Amintore Fanfani (DC).
Il 3 gennaio dagli studi RAI di Torino cominciano le prime trasmissioni della televisione italiana.

1956 - Renato Rascel scrive “Arrivederci Roma”  Una versione molto famosa è quella del 1958 cantata da Claudio Villa.
Presidente del Consiglio è Antonio Segni (DC)

1957 - E’ nominato Commissario Prefettizio di Orvinio, Giuseppe Morgante fino al 1960. 
Viene portato a termine il restauro del resto della chiesa di Santa Maria del Piano.
Va in onda “Il Musichiere”, il celebre programma televisivo diretto da Antonello Falqui e condotto da Mario Riva.

1958 - Domenico Modugno canta “Nel blu dipinto di blu” noto anche come “Volare” e vince il Festival di San Remo in coppia con Johnny Dorelli. 
Amintore Fanfani è sempre Presidente del Consiglio(DC).

1960 - Succede a Morgante il sindaco Alessandro Grippo fino al 1964.
“What a sky” è un singolo del cantante Nico Fidenco pubblicato su 45 giri dalla Ricordi, Marino Marini canta “Marina” e Mina “Tintarella di Luna”.
 E’ Presidente del Consiglio Antonio Segni, poi viene Fernando Tambroni e poi ancora Amintore Fanfani.

1961 – Orvinio conta  880 abitanti. 
Gino Paoli canta “La gatta”, Nico Fidenco “Exodus” e Adriano Celentano “24.000 baci”

1963 - E’ Presidente del Consiglio Giovanni Leone e Aldo Moro (DC).
Gino Paoli si innamora di Stefania Sandrelli e incide il suo più grande successo per la RCA Italiana: Sapore di sale.

1964 - Edoardo Vianello canta “O mio signore” e “Tremarella”

1965 - Viene eletto sindaco di Orvinio Tito Scipioni (1965-1970), dirigente del Ministero delle Finanze
Little Tony canta “Ogni mattina”.

1966 - Graziose ragazze di Orvinio in costume sfilano in occasione della festa di San Nicola. Tra queste: Maria Luisa Fabriani, Elisabetta Occhini, Giuseppina Attilia, Anna Zizzi, Nadia Cipriani e Nella Ragazzoni.

1968 -  Riecco Giovanni Leone(DC)
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Guglielmo II Giaquinta.

1969 - Apollo 11 porta per la prima volta gli uomini sulla luna.
Presidente del Consiglio è Mariano Rumor(DC)

1970 - Per la terza volta viene eletto sindaco di Orvinio Goffredo Liguori fino al 1975. 
Nel primo concorso della elezione di miss Orvinio viene eletta una bellezza locale Marilena Ranalli “dellu furnu”
Per la prima volta nominato Presidente del Consiglio Emilio Colombo (DC)

1971 – Orvinio conta 633 abitanti. 
Al festival di S.Remo, Nicola di Bari canta “Il cuore è uno zingaro”. 

1972 - E’ arrivato alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti (DC)

1973 - Presidente del Consiglio è ancora una volta Mariano Rumor

1975 - Per la quarta volta viene eletto sindaco di Orvinio Goffredo Liguori.
Per la seconda volta il Presidente del Consiglio è Aldo Moro (DC)
Per  la prima volta Adriano Celentano canta “Yuppi du”.

1976 - Presidente del Consiglio è Giulio Andreotti (DC)

1980 - Per la quinta volta viene eletto sindaco di Orvinio Goffredo Liguori.
E’  Presidente del Consiglio Arnaldo Forlani (DC)


1981 – Orvinio conta 424 abitanti , tutta l’Italia ne conta 56.556.911 , Loretta Goggi arriva seconda al festival di San Remo con “maledetta primavera”e in tv arrivano i Puffi.
Per la prima volta il Presidente del Consiglio è uno del PRI, si chiama Giovanni Spadolini.

1982 - Presidente del Consiglio : Amintore Fanfani (DC)

1983 - Presidente del Consiglio un socialista: Bettino Craxi (PSI) fino al 1987.

1985 - Per la sesta volta viene eletto sindaco di Orvinio Goffredo Liguori.

1987 - Da Bettino Craxi a Amintore Fanfani (DC), poi Giovanni Goria e infine Ciriaco de Mita (DC)
Vescovo della Diocesi tiburtina è Lino Caravaglia

1989 . Presidente del Consiglio è Giulio Andreotti (DC)

1990 - Per la settima volta viene eletto sindaco di Orvinio, Goffredo Liguori.

1991 – Orvinio conta 456 abitanti.
 Lucio Dalla canta “Attenti al lupo”.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Pietro Garlato.

1992 - Presidente del Consiglio è Giuliano Amato fino al 1993 (PSI)

1993 - Presidente del Consiglio è  Carlo Azelio Ciampi (indipendente)

1994 - E’ arrivato! Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi (Forza Italia)
L’Associazione Culturale Millepagine promuove un concorso letterario su Orvinio di poesia, prosa e drammaturgia . Vincitore del concorso di poesia è un  certo Pietro Attilia, con la poesia “Orvinio…salendo gli uncini si sciolgono nella nebbia….” 
Nello stesso ambito del concorso la Pro Loco di Orvinio premia la Poesia “Addò so natu” di Natale Forte.

1995 - Per l’ottava volta viene eletto sindaco di Orvinio Goffredo Liguori.
La seconda versione del concorso letterario Millepagine va alla poetessa Maria Luisa Salerno di Roma e la sezione Pro Loco va al som.(aro) poeta Pietro Attilia.
Alla Presidenza del Consiglio va un indipendente Lamberto Dini.

1996 - E’ la volta di Romano Prodi alla Presidenza del Consiglio (indipendente di centro sinistra).
Il primo premio del concorso letterario Pro Loco viene vinto dalla poetessa Franca Bonaiuti.

1997 - Mentre è Papa Giovanni Paolo II, nato Karol Jozef Wojtyla, succede a Don Ferdinando il parroco di Orvinio, Padre Carlo Ruti fino al 2000.

1999 - E’ finita l’era  Liguori; viene eletto sindaco di Orvinio, Rino Fusi. 
Presidente del Consiglio è Massimo D’Alema (DS)

2000 - Succede al Parroco Carlo Ruti, Padre Pierino Donini. Presidente del Consiglio è di nuovo Giuliano Amato.

2001 – Orvinio conta 427 abitanti

2002 – L’amministrazione di Orvinio diviene proprietaria dopo circa trecento anni della Chiesa di San Giacomo Apostolo, progettata da G. Lorenzo Bernini. Questo risultato si deve, all’intervento di Lionello Tani e della famiglia dei Velini di Arsoli (Rm) che hanno fatto atto di donazione al Comune. Gli interventi di restauro, curati dalla Soprintendenza, hanno consentiti di utilizzare la chiesa sconsacrata da tempo, quale sede di convegni, concerti e altre attività culturali.
E’ Presidente del Consiglio di nuovo Berlusconi.

2003 - Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Giovanni Paolo Benotto.

2006 - Presidente del Consiglio è Romano Prodi.

2011 – Orvinio conta 448 abitanti.
Presidente del Consiglio è Mario Monti.

2004 – fino al 2009 il sindaco di Orvinio è Rino Fusi

2008 - Ancora Silvio Berlusconi.
Vescovo della Diocesi tiburtina di Tivoli è Mauro Parmigiani

2009 – Diviene sindaco Alfredo Simeoni. 
A luglio  arriva il nuovo parroco don Adrian Lupu, figura umana e religiosa molto importante per la piccola comunità.

2013 – Orvinio conta 436 abitanti, di cui  234 maschi e 202 femmine.
Il presidente del Consiglio è Enrico Letta (PD)

2014 – Il 17 gennaio viene costituito da Pietro Attilia di Canemorto il  Somary Club Orvinio Top Ten.
 L’8 novembre viene donata la pala della copia di San Matteo e l’Angelo di Caravaggio alla chiesa di San Nicola di Bari. L’opera è del pittore romano Luciano Beccaria,

Viene eletto sindaco di Orvinio per la seconda volta Alfredo Simeoni. 
Assessori sono Luigi Maria Alessi e Anselmo Alessi (vice sindaco)
Consiglieri comunali: Luigi Maria Alessi, Anselmo Alessi, Giacomo Attilia, Ludovico Biscossi, Fausto Bozza, Luca Cervelli, Maurizio Forte, Giuseppe Marcangeli, Ernesto Ragazzoni e Giovanna Paola Sbrocchi.

Parroco di Orvinio è don Desiderio Maiema

Presidente del Consiglio dopo Letta è Matteo Renzi (PD)

2015 - Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente a Orvinio è di 45 persone (11,11%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania, 23 (5,68%)

2016 - Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (PD)

2018 - Il Presidente del Consiglio è Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), vice presidenti Matteo Salvini e Luigi Di Maio.